Leggere nel tempo libero: dove sta andando la letteratura italiana?

letteratura italiana

Dove va la letteratura italiana? Che spazio c’è per il romanzo, dato per morto tante volte e sempre capace di trovare nuove opzioni?

Il punto di partenza è questo: il romanzo d’autore cerca altre strade e in Italia si prova a percorrerle tutte. Quella più ovvia è il rapporto con la letteratura di genere: i confini tra letteratura alta e bassa, tra romanzo d’autore e genere sta scomparendo, ed ecco in particolare il noir, il thriller che si diffondono: da Camilleri a De Giovanni, da Carlotto a Lucarelli, autori italiani si affermano sia come vendite che come credibilità e anche all’estero vengono tradotti e apprezzati. È una tendenza che copre tutta la letteratura in giro per il mondo, e che anche in Italia ha trovato il suo spazio. Sul thriller prevalente si innestano anche altri generi, l’ultimo romanzo di Ammanniti, Anna, rispolverando  le origini splatter, è un romanzo di fantascienza apocalittica, con elementi horror ben evidenti e mai dimenticati. Sul versante del romanzo storico si fa fatica a uscire dal puro genere, e i vari Manfredi e imitatori non riescono a raggiungere livelli qualitativi elevati. Umberto Eco non ha fatto scuola, se non come fenomeno di moda. Un caso a parte è Michele Mari, che gioca con la letteratura e i generi con ironia e grande sapienza (non a caso insegna letteratura all’Università) e ad esempio in Roderick Dudle, costruisce un romanzo a metà strada tra Dickens e Stevenson, sempre tenendosi tra la letteratura e la meta letteratura.

Una strada originale, tutta italiana, che va dalla letteratura al cinema, alla televisione, è invece il genere senza definizione che riguarda la delinquenza organizzata nelle sue tante declinazioni. Da Romanzo Criminale, alla recente Suburra. Non so quanto ci sia da inorgoglirsi per questo primato, ma le varie mafie fanno bene alla nostra letteratura, e almeno questo merito, molto discutibile, lo possiamo attribuire.

Gomorra, il caso di maggior successo,  è al limite tra questa tendenza e quella del rapporto tra saggistica e fiction, che segna forse la tendenza più interessante della letteratura.

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