Intossicazione alimentare, puoi essere risarcita

intossicazione alimentare

 

Finalmente riesci ad andare al ristorante, trovi una serata libera per una cena di lavoro, o forse una cena romantica, insomma, arrivi in quel ristorante chic, ordini una cena a base di pesce, magari con tanto di molluschi freschi. Già, freschi ma se freschi non fossero? Purtroppo non è la prima volta che capita, ci sono spesso casi in cui dopo un pasto in ristorante i clienti si sentono male al punto da dover ricorrere anche alle cure mediche di un pronto soccorso. Delle volte, queste circostanze, si sono verificate addirittura nei matrimoni, quindi a essere stati intossicati sono praticamente stati tutti gli invitati.

Intossicazione alimentare, metti una sera a cena

Mettiamo fin da subito le cose in chiaro, il ristorante deve risarcire il danno, basta andare sul sito dell’avvocato della tua città o di un qualsiasi avvocato per vedere casi simili o addirittura chiedere una consulenza online. Tuttavia, quando il fatto avviene in un’occasione particolare come un matrimonio o comunque un risarcimento, insomma, quando vengono coinvolte diverse persone, in quel caso è più evidente che il malore è stato cagionato dal cibo, più difficile è invece dimostrarlo quando si va in ristorante in coppia, o da soli, soprattutto se, nonostante la compagnia, si sono mangiati cibi differenti quindi uno dei due si sente male e l’altro no.

Tuttavia, una volta accertato che a cagionare il malore è stato il cibo consumato in ristorante, il ristoratore è tenuto a risarcire il danneggiato. La responsabilità in questo caso è duplice, contrattuale ed extracontrattuale, due tipi di responsabilità diversi  nella fattispecie per quanto concerne l’onere della prova. Ma vediamo più nel dettaglio come funziona.

Le responsabilità del ristoratore

ostricheIl cliente che ordina una portata in un ristorante sta attuando un contratto di ristorazione con il gestore. Questi, in virtù di ciò è obbligato a dare al cliente prodotti di qualità e freschi, ma che soprattutto rispondano ai  parametri che sono sanciti dall’art. 129 del Codice del Consumo. Se l’alimento servito al cliente non è conforme, il cliente può restituire la portata e decidere di farsela sostituire, oppure può chiedere una riduzione del prezzo. Un’altra alternativa è la risoluzione del contratto. Sarà quindi il cliente a dimostrare il contratto (una ricevuta, una fattura, uno scontrino) e il mancato rispetto delle normative su citate: se il cliente ha passato la notte al pronto soccorso per un malore dovrà allegare tale atto a quelli già illustrati. Il ristoratore potrà solo dimostrare che il suo inadempimento deriva da una causa a lui non imputabile, ammesso che possa farlo.

Per quanto riguarda invece la responsabilità extracontrattuale, secondo l’art. 2043 del C.C. è il cliente che deve dimostrare che il cibo consumato  sia la cagione del suo stato di malessere, per esempio perché i prodotti sono stati conservati male, sono alterati, o per scarsa igiene.

Cosa fare se stai male dopo la cena

La buona prassi è quella di andare subito in un pronto soccorso e conservare, chiaramente, sia lo scontrino del ristorante che il referto medico rilasciato dal pronto soccorso stesso. Se si riesce, si dovrebbe conservare un campione del prodotto che ha cagionato il malore, in modo da poterlo fare analizzare e avere delle prove schiaccianti.

 

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *